Fimsa: una storia italiana di carrelli elevatori, passione industriale e continuità familiare
Nel mondo della movimentazione industriale esistono aziende che non raccontano solo tecnologia, ma vere storie di famiglia, lavoro e visione imprenditoriale.
La storia di Fimsa è una di queste.

È una storia che attraversa oltre cinquant’anni di industria italiana, fatta di officine, progettazione meccanica, export internazionale e soprattutto di persone che hanno dedicato la propria vita alla costruzione di macchine e di relazioni professionali.
Un racconto che nasce negli anni Settanta e che ancora oggi continua, grazie alla passione trasmessa da una generazione all’altra.
Le origini: l’intuizione di Florindo Rando
All’origine di tutto c’è l’idea di Florindo Rando e dei suoi fratelli, che negli anni della crescita industriale italiana decisero di intraprendere un percorso nel settore della movimentazione industriale.
Erano anni in cui molte aziende meccaniche nascevano dall’iniziativa di famiglie e artigiani con una forte competenza tecnica e una grande capacità di lavoro. In questo contesto prende forma il progetto che darà vita al marchio Fimsa, destinato a diventare negli anni un riferimento nel mondo dei carrelli elevatori.
La costruzione dei primi mezzi avveniva in un contesto produttivo dove la progettazione e la realizzazione erano strettamente legate alla manualità e all’esperienza delle officine meccaniche.
1971: una fotografia che segna l’inizio di una storia
Una fotografia scattata nel 1971 racconta uno dei momenti simbolici di questa storia.
Nell’immagine compare uno dei primi carrelli elevatori Fimsa. Alla guida c’è un giovane Massimo Rando, che all’epoca non poteva immaginare quanto quella macchina avrebbe segnato il suo futuro professionale.

Quella fotografia oggi rappresenta molto più di un semplice ricordo: è l’inizio di oltre quarant’anni di lavoro quotidiano, di crescita industriale e di sviluppo tecnologico nel settore della movimentazione dei materiali.
Gli anni ’70: le prime commesse internazionali
Con il passare degli anni l’azienda consolida la propria esperienza tecnica e inizia a guardare ai mercati internazionali.
Tra le esperienze più significative di quel periodo vi è la realizzazione, alla fine degli anni Settanta, di una mini serie di carrelli elevatori destinati ai Paesi Arabi.

Le immagini dell’epoca mostrano diversi carrelli allineati nel piazzale dell’azienda, pronti per essere spediti all’estero.
Era un momento importante per molte imprese italiane della meccanica: la capacità di esportare tecnologia e know-how verso nuovi mercati.
Questi progetti dimostravano la flessibilità dell’azienda e la capacità di sviluppare soluzioni adatte a contesti operativi diversi.
L’evoluzione tecnologica: il carrello da 16 tonnellate elettronico
Nel corso degli anni Fimsa continua a sviluppare nuovi modelli e soluzioni tecniche, arrivando a progettare anche macchine di grande portata.
Tra i traguardi più significativi vi è la realizzazione del carrello elevatore da 16 tonnellate con gestione elettronica, presentato in occasione del venticinquesimo anniversario del marchio.
Entrare nel segmento delle grandi portate rappresentava una sfida tecnica importante: questi mezzi richiedono strutture robuste, sistemi idraulici sofisticati e controlli estremamente precisi.
Il modello da 16 tonnellate segnò quindi un passaggio fondamentale nello sviluppo tecnologico dell’azienda.

Le macchine speciali: il valore della progettazione su misura
Uno degli elementi che hanno caratterizzato la storia di Fimsa è la realizzazione di macchine speciali progettate su richiesta del cliente.
Nel corso di oltre cinquant’anni l’azienda ha sviluppato numerosi carrelli destinati ad applicazioni particolari, spesso adattati a esigenze operative molto specifiche.

Questa capacità di progettare soluzioni personalizzate rappresenta una delle caratteristiche più tipiche della meccanica italiana: la combinazione tra competenza tecnica, esperienza sul campo e creatività progettuale.
La crescita produttiva: il report dell’anno 2000
Un documento interessante racconta anche l’evoluzione produttiva dell’azienda.
Il diagramma di produzione dell’anno 2000, realizzato manualmente dal responsabile di produzione dell’epoca, mostra l’andamento mensile delle attività industriali.
Il risultato finale è significativo: 224 carrelli elevatori prodotti in un anno.

Oggi questo grafico rappresenta una piccola testimonianza storica del modo in cui venivano monitorati i processi produttivi prima della diffusione dei moderni sistemi digitali.
Il passaggio generazionale
A partire dagli anni 2000 la gestione dell’azienda viene portata avanti con la stessa passione dai figli del fondatore, Massimo e Laura Rando, che proseguono il percorso iniziato dal padre Florindo.
Massimo Rando ricopre negli anni diversi ruoli all’interno dell’azienda, tra cui responsabile commerciale e, dal 2010, Presidente del Consiglio di Amministrazione.
Questo passaggio generazionale rappresenta la continuità di una tradizione imprenditoriale fondata su valori solidi: lavoro, competenza tecnica e passione per la meccanica industriale.
Il 2015: la fine della produzione diretta Fimsa
Dopo decenni di attività, nel 2015 Fimsa conclude la propria attività diretta di produzione.
Si chiude così una fase importante della storia industriale del marchio, che per oltre quarant’anni ha contribuito allo sviluppo del settore dei carrelli elevatori.
2016: la continuità con Baldi Srl
Nel 2016 la Baldi Srl riprende le attività di produzione, dando continuità all’esperienza maturata negli anni precedenti.
Massimo e Laura Rando concedono alla Baldi Srl l’utilizzo del marchio Fimsa esclusivamente per finalità di marketing e comunicazione.
Il marchio Fimsa rimane tuttavia di proprietà di Massimo e Laura Rando, custodendo così la continuità e il valore storico di un nome legato a decenni di attività industriale.
Oggi Massimo Rando opera all’interno di Baldi Srl occupandosi esclusivamente della parte commerciale legata al brand Fimsa, mantenendo vivo il legame con la storia e l’identità del marchio.
Laura Rando, invece, ha lasciato il settore della logistica nel 2014.
Una storia che è anche una storia di vita
Guardando oggi le fotografie del passato — i primi carrelli degli anni Settanta, le serie destinate all’export, le macchine speciali e i documenti di produzione — emerge con chiarezza il valore di questa esperienza industriale.
La storia di Fimsa non è soltanto la storia di una fabbrica o di un marchio.
È la storia di una famiglia, di collaboratori, di dipendenti e di clienti che nel corso degli anni hanno contribuito a costruire un percorso unico.
Un percorso iniziato grazie all’intuizione di Florindo Rando, portato avanti con passione dai suoi figli e diventato parte della storia della movimentazione industriale italiana.
E forse è proprio questo il significato più profondo di quelle vecchie fotografie: ricordarci che dietro ogni macchina industriale esiste sempre una storia di persone, di lavoro e di passione.
Segui le Storie della Logistica su DavideLega.com
Segui GazzettaLogistica.it

















































