Visita a Due Luoghi di Lavoro: Un Confronto
C’è un bel passo nel libro di Michel Greif “La Fabbrica Visuale” che vi voglio raccontare oggi.
In questo racconto scoprirai un esperienza che ho vissuto più volte durante le mie consulenze, e cioè trovarmi di fronte a due differenti luoghi di lavoro: certamente quello visuale a mio parere è sempre migliore.

Per capire meglio le caratteristiche della comunicazione visiva, immaginiamo di visitare due ambienti lavorativi simili. Entrambi operano nella stessa industria, producendo componenti in plastica tramite presse per stampaggio a iniezione, che successivamente vengono assemblati in prodotti finiti. La differenza principale è che uno utilizza metodi di comunicazione tradizionali, mentre l’altro adotta la comunicazione visiva.
Il Luogo di Lavoro Convenzionale
Nel primo ambiente lavorativo, ci avviciniamo a una macchina. Il supervisore si rivolge all’operatore dicendo:
“Siamo in ritardo nella produzione dei pannelli beige. Dobbiamo accelerare il ritmo.”
L’operatore, convinto di lavorare già al massimo, potrebbe pensare:
“Ecco, un’altra scusa del capo per farmi correre di più.”
Passiamo poi all’ufficio del supervisore, dove troviamo un appunto dal reparto qualità:
“Molte delle coperture inviate per il montaggio erano difettose. Roger ha dovuto impiegare il doppio del tempo per sistemarle.”
Anche il supervisore reagisce con scetticismo, pensando:
“Impossibile, le abbiamo prodotte come sempre. Sicuramente è una scusa del reparto di assemblaggio per giustificare i loro ritardi.”
Infine, squilla il telefono: l’ufficio del personale nega una richiesta di ferie per il 14 maggio, affermando che troppe persone hanno già prenotato. Il supervisore deve trasmettere il messaggio all’operatore, che interpreta il rifiuto come una ripicca personale:
“Il capo ce l’ha con me per la discussione sui pannelli.”
Il Luogo di Lavoro Visivo
Nel secondo ambiente, ci troviamo davanti a una lavagna accanto alle macchine. Due messaggi chiari, scritti con colori diversi, catturano l’attenzione:
- In rosso: “Venerdì, ore 12:00, 650 pannelli per Vidal Co.”
- In blu: “240 prodotti completati. Giovedì, ore 18:00.”
Chiunque può vedere che c’è un ritardo e che saranno necessarie azioni correttive.

Proseguendo, ci imbattiamo in un pannello che mostra una curva tracciata con nastro colorato. Questa rappresenta la percentuale di parti accettate dal reparto di assemblaggio. A metà mese, la curva cala improvvisamente, segnalata con un simbolo di “tempo pessimo” (un piccolo sole nascosto da una nuvola).

Quando il reparto di assemblaggio ha riscontrato difetti, ha subito informato la produzione. La curva, visibile a tutti, rende chiaro il problema. Gli operatori si attivano per indagare e risolvere la situazione:
“Roger non riesce a lavorare con materiali difettosi,” osserva un operatore.
Infine, ci dirigiamo verso una lavagna intitolata “Pianificazione della forza lavoro”. Sul lato destro ci sono le foto di tutto il personale; a sinistra, una curva mostra le presenze previste per i prossimi tre mesi. Ogni lavoratore segna i giorni di ferie pianificati, rendendo evidente l’impatto di un’assenza.

L’operatore che aveva chiesto ferie per il 14 maggio osserva la curva e capisce che l’assenza causerebbe problemi al gruppo. Invece di sentirsi penalizzato, percepisce la decisione come giusta e necessaria:
“Se manco, rischio di mettere in difficoltà la squadra.”
Due Modi di Percepire la Realtà
Questi esempi di ritardo nella produzione, problemi di qualità e rifiuto di una richiesta di ferie dimostrano la differenza tra i due metodi di comunicazione. Sebbene i messaggi siano identici, la percezione cambia drasticamente.
La comunicazione visiva si distingue per la sua oggettività, trasparenza e capacità di creare condivisione, offrendo a tutti una visione chiara e condivisa della realtà.
Evitiamo quindi:
Visita a Due Luoghi di Lavoro
E la tua azienda come è?
Scrivilo nei commenti !
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Article No. 2
A Visit to Two Workplaces: A Comparison
To better understand the characteristics of visual communication, let’s imagine visiting two similar workplaces. Both operate in the same industry, producing plastic components through injection molding presses, which are later assembled into finished products. The main difference is that one uses traditional communication methods, while the other employs visual communication.
The Conventional Workplace
In the first workplace, we approach a machine. The supervisor speaks to the operator, saying:
“We’re behind on the production of beige panels. We need to speed things up.”
The operator, convinced they are already working at full capacity, might think:
“Here we go again, another excuse from the boss to make me work faster.”
Next, we visit the supervisor’s office, where a note from the quality department reads:
“Many covers sent for assembly were defective. Roger had to spend twice the time fixing them.”
The supervisor reacts skeptically, thinking:
“That’s impossible. We’ve been producing them the same way as always. This is just an excuse from the assembly department to justify their delays.”
Finally, the phone rings: HR denies a request for leave on May 14, stating that too many people have already booked time off. The supervisor passes the message to the operator, who interprets the denial as a personal vendetta:
“The boss is holding a grudge because of the panel discussion.”
The Visual Workplace
In the second workplace, we stand in front of a board near the machines. Two clear messages, written in different colors, grab our attention:
- In red: “Friday, 12:00 PM, 650 panels for Vidal Co.”
- In blue: “240 products completed. Thursday, 6:00 PM.”
Anyone can see there’s a delay and that corrective actions will be needed.
Moving along, we encounter a panel displaying a curve made with colored tape. This represents the percentage of parts accepted by the assembly department. Mid-month, the curve dips sharply, highlighted by a “bad weather” symbol (a small sun partly obscured by a cloud).
When the assembly department encountered defects, they immediately informed production. The curve, visible to all, makes the issue clear. Operators take initiative to investigate and solve the problem:
“Roger can’t work with defective materials,” observes one operator.
Finally, we head to a board titled “Workforce Planning.” On the right side are photos of all employees; on the left, a curve shows projected attendance for the next three months. Each worker marks their planned leave days, making the impact of absences evident.
The operator who requested leave for May 14 observes the curve and realizes their absence would cause problems for the team. Instead of feeling penalized, they see the decision as fair and necessary:
“If I’m out, I might put the team in a tough spot.”
Two Ways of Perceiving Reality
These examples of production delays, quality issues, and denied leave requests highlight the difference between the two communication methods. While the messages are identical, the perception changes dramatically.
Visual communication stands out for its objectivity, transparency, and ability to foster shared understanding, offering everyone a clear and common view of reality.
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