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OJT nella logistica: perché non funziona più e come standardizzare la formazione operativa

📦 Perché l’OJT tradizionale non funziona più (e cosa stanno facendo le aziende più evolute)

Negli ultimi anni, molte aziende manifatturiere e logistiche stanno affrontando un problema sempre più evidente:
la formazione operativa non funziona più come una volta.

Il metodo più diffuso, il cosiddetto OJT (On-the-Job Training), cioè l’affiancamento diretto tra operatore esperto e nuovo assunto, mostra oggi tutti i suoi limiti.

E non è un problema teorico.
È un problema che impatta direttamente su:

  • produttività
  • qualità
  • tempi
  • costi

Vediamo perché.


⚠️ I limiti nascosti dell’OJT tradizionale

Il modello classico è semplice:
“Guarda come faccio e poi fallo anche tu.”

Ma nella realtà succede questo:

  • ogni operatore spiega a modo suo
  • le informazioni non sono complete
  • i passaggi non sono standardizzati
  • gli errori si tramandano
  • i tempi di apprendimento sono lunghi

👉 Il risultato?

Una formazione:

  • lenta
  • costosa
  • non replicabile
  • dipendente dalle persone

In altre parole: non è un sistema industriale.


🌍 Il problema aumenta con il contesto attuale

Oggi la situazione è ancora più complessa:

  • alta rotazione del personale
  • difficoltà nel trovare operatori qualificati
  • presenza di lavoratori stranieri
  • necessità di flessibilità e multi-skill

👉 L’OJT tradizionale, da solo, non è più sufficiente.


🚀 Cosa fanno le aziende più avanzate

Alcune aziende, soprattutto in ambito manifatturiero avanzato, stanno cambiando approccio.

Non stanno “migliorando l’OJT”.

👉 Lo stanno trasformando in un sistema standardizzato.

Come?

1. Standardizzazione delle operazioni

Ogni attività viene:

  • analizzata
  • scomposta
  • documentata

👉 Si crea uno standard operativo chiaro


2. Supporto visivo (video e immagini)

Le istruzioni non sono più solo verbali.

Vengono utilizzati:

  • video brevi
  • immagini
  • sequenze operative

👉 Questo riduce drasticamente gli errori di interpretazione


3. Accesso immediato alle istruzioni

Gli operatori possono consultare i contenuti:

  • direttamente in reparto
  • tramite smartphone o tablet

👉 La formazione diventa continua, non più solo iniziale


4. Riduzione della dipendenza dalle persone

La conoscenza:

  • non è più nella testa di qualcuno
  • ma dentro un sistema accessibile

👉 Questo è il vero salto di qualità


📊 I risultati (quando il sistema è fatto bene)

Le aziende che adottano questo approccio ottengono:

  • riduzione drastica dei tempi di formazione
  • maggiore qualità operativa
  • meno errori
  • maggiore autonomia degli operatori
  • più facilità nella gestione del personale straniero
  • aumento della flessibilità (multi-mansione)

👉 In molti casi, i tempi di apprendimento si riducono anche fino al 70–90%


🧠 Attenzione: non è (solo) tecnologia

L’errore più comune è pensare che la soluzione sia:

“Facciamo dei video”

No.

👉 Il punto centrale è un altro:

la standardizzazione del lavoro

I video sono solo uno strumento.

Senza uno standard chiaro:

  • il video diventa confusione registrata
  • l’errore viene semplicemente duplicato

🔧 Il vero approccio corretto

Per ottenere risultati concreti, serve un percorso strutturato:

  1. Analisi dei processi
  2. Definizione degli standard operativi
  3. Semplificazione delle attività
  4. Creazione di supporti visivi
  5. Implementazione nel lavoro quotidiano

👉 Questo è Lean applicato alla formazione


🎯 Perché questo tema è strategico oggi

Standardizzare la formazione significa:

  • ridurre lo stress organizzativo
  • diminuire la dipendenza da singole persone
  • migliorare la qualità senza aumentare i controlli
  • rendere l’azienda più stabile e scalabile

👉 In poche parole:
passare da un sistema fragile a un sistema industriale


📣 Conclusione

L’OJT tradizionale non va eliminato.

Va evoluto.

Le aziende che lo stanno facendo non stanno solo formando meglio le persone.

👉 Stanno costruendo un vantaggio competitivo.


📩 Se vuoi fare questo passo

Se sei interessato a come standardizzare la tua formazione e renderla più efficace, riducendo tempi, errori e costi:

👉 contattaci per una consulenza

DavideLega.com

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Pallet logistica: storia e rivoluzione nascosta

Pallet logistica: storia e rivoluzione nascosta

C’è un oggetto che ha cambiato il mondo senza fare rumore.

Non è una tecnologia digitale, non è un software, non è nemmeno una macchina complessa. È qualcosa che oggi trovi ovunque, spesso sporco, accatastato in un angolo di magazzino: il pallet.

Eppure, senza di lui, la logistica moderna — e probabilmente l’economia globale — non esisterebbe così come la conosciamo.

Per capirlo davvero, però, dobbiamo fare un viaggio indietro nel tempo. In un’epoca in cui questo oggetto semplicemente non esisteva.


Cos’è il pallet nella logistica moderna

Il pallet è un supporto standardizzato che consente di aggregare più merci in un’unica unità di carico, rendendole movimentabili in modo rapido, sicuro e ripetibile tramite mezzi come il carrello elevatore.

È una definizione semplice, ma dentro c’è una rivoluzione: trasformare il caos in sistema.


Prima del pallet: il mondo della logistica era manuale

Alla fine dell’Ottocento, nel pieno del Far West americano, esistevano i general store. Non erano semplici negozi: erano il cuore della comunità.

Uno dei più noti era il Trabing Store di Laramie.

Immagina la scena.

All’esterno, sul portico in legno, si accumulano sacchi di farina e grano, casse di legno piene di attrezzi, barili carichi di pesce o vegetali in salamoia. Non esiste un ordine reale, ma solo una disposizione dettata dall’abitudine e dalla necessità.

All’interno, quello stesso spazio può trasformarsi in qualunque cosa serva.

Nel 1870, proprio lì dentro, si svolge un processo per furto di cavalli. Gli abitanti si radunano, alcuni seduti, altri in piedi, incuriositi. Ma c’è un dettaglio che li sorprende più di tutto.

Tra i sei giurati c’è una donna.

È la prima volta nella storia americana.

E questo accade non in un tribunale, ma in un negozio pieno di merci.

Questo aneddoto non è solo curioso. Racconta perfettamente un mondo dove tutto era adattamento, improvvisazione, multifunzionalità. Anche la logistica.


Come arrivavano le merci nei primi insediamenti

Le merci arrivavano da lontano, trasportate con mezzi che oggi definiremmo primitivi:

  • carri trainati da cavalli
  • diligenze
  • carretti
  • carriole

Ma il vero problema non era far arrivare le merci.

Era gestirle.

Ogni sacco, ogni cassa, ogni barile rappresentava un’unità indipendente. Non esisteva alcun concetto di aggregazione.

Questo significa una cosa molto concreta:
tutto veniva movimentato a mano, pezzo per pezzo.


Il vero limite: la movimentazione, non il trasporto

Qui sta il punto che spesso sfugge anche oggi.

Il problema della logistica antica non era il trasporto, ma la movimentazione.

Caricare e scaricare significava:

  • sollevare manualmente ogni singolo collo
  • impiegare molto tempo
  • aumentare il rischio di danneggiamento
  • dipendere completamente dalla forza fisica

In termini moderni, mancavano tre elementi fondamentali:

  • standardizzazione
  • efficienza operativa
  • scalabilità

Era un sistema che funzionava, ma non poteva crescere.


La nascita del pallet: una rivoluzione silenziosa

Con l’arrivo del Novecento e l’aumento dei volumi industriali, questa inefficienza diventa insostenibile.

Serve un cambio di paradigma.

Il pallet nasce proprio per questo:
trasformare tante merci diverse in una sola unità movimentabile.

Da quel momento cambia tutto.

Le merci non vengono più gestite singolarmente, ma in blocco. Le operazioni diventano più rapide, più sicure, più organizzate.

E soprattutto entra in gioco la meccanizzazione, grazie al carrello elevatore.


Un esempio operativo concreto

Immagina due situazioni.

Nel primo caso, senza pallet, un operatore deve caricare un camion spostando scatole una alla volta. Tempo lungo, fatica elevata, errori frequenti.

Nel secondo caso, con pallet, lo stesso operatore movimenta decine di colli con un solo movimento.

Il risultato è immediato:

  • tempi ridotti drasticamente
  • maggiore sicurezza
  • maggiore produttività

In molti casi, si arriva a riduzioni dei tempi del 70–80%.

Questo è il vero salto della logistica moderna.


Errori comuni nelle aziende di oggi

Nonostante tutto questo, molte aziende continuano a sottovalutare il pallet.

Gli errori più frequenti sono:

  • utilizzo di pallet non standardizzati
  • pallet danneggiati o instabili
  • unità di carico progettate male
  • mancata integrazione con layout e mezzi

Il problema è che queste inefficienze non sono sempre visibili subito, ma incidono ogni giorno sui costi.


Soluzioni operative per migliorare la logistica

Se vuoi davvero sfruttare il pallet come leva strategica, devi fare alcune scelte precise:

  • standardizzare le dimensioni dei pallet
  • definire regole chiare di composizione del carico
  • integrare pallet, scaffalature e mezzi di movimentazione
  • formare il personale

Il pallet non è un dettaglio operativo.

È la base su cui si costruisce tutta l’efficienza logistica.


FAQ

Perché il pallet è fondamentale nella logistica?

Perché permette di movimentare più merci insieme, riducendo tempi, costi e rischi operativi.

Quando nasce il pallet?

Si diffonde nel Novecento con l’industrializzazione e lo sviluppo dei carrelli elevatori.

Senza pallet la logistica moderna sarebbe possibile?

Sì, ma con livelli di inefficienza incompatibili con i volumi attuali.


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Logistica, aziende, novità, tecniche

5 tendenze della catena di fornitura

5 tendenze della catena di fornitura

Ecco le 5 tendenze della catena di fornitura. In questo blog esploreremo cinque tendenze chiave che stanno plasmando il futuro della gestione della supply chain, offrendo approfondimenti sul panorama in evoluzione e su come le aziende possono prosperare.

Il mondo della gestione della catena di fornitura sta attraversando un rapido cambiamento, segnato da tendenze dinamiche che stanno rimodellando le pratiche tradizionali. Le aziende di tutti i settori sono alla ricerca di modi per ottimizzare le proprie catene di fornitura. L’obiettivo è raggiungere maggiore efficienza, aumentare i ricavi, ridurre i costi e, naturalmente, avere clienti soddisfatti.

Andiamo quindi a vedere le 5 tendenze della catena di fornitura.

5 tendenze che trasformano il panorama della catena di fornitura

1. 5 tendenze della catena di fornitura: Trasformazione digitale e integrazione tecnologica

Le tecnologie digitali come l’intelligenza artificiale, l’apprendimento automatico e l’Internet delle cose (IoT) stanno rivoluzionando i processi della catena di fornitura. L’analisi predittiva basata sull’intelligenza artificiale migliora la previsione della domanda, mentre i sensori abilitati all’IoT forniscono visibilità in tempo reale sul movimento delle merci. Questa integrazione di tecnologie semplifica le operazioni, riduce gli errori e migliora l’efficienza complessiva della catena di fornitura.

L’intelligenza artificiale offre ampie opportunità negli approvvigionamenti, nella conformità, nelle operazioni di produzione e nelle comunicazioni logistiche virtuali. Le azioni strategiche per il 2024 includono la creazione di casi di beneficio, l’aggiornamento delle competenze di intelligenza artificiale, la valutazione della fattibilità e la rivisitazione di casi d’uso complessi in cui l’intelligenza artificiale eccelle.

2. 5 tendenze della catena di fornitura: Sostenibilità e filiere verdi

La sostenibilità è diventata un imperativo strategico per le catene di fornitura. Le iniziative verdi, le energie rinnovabili e i modelli di catena di fornitura circolare stanno guadagnando slancio. Poiché le aziende si concentrano sulla riduzione del proprio impatto ambientale, l’adozione di pratiche di sostenibilità sarà fondamentale per il successo a lungo termine.

Stabilire valori di riferimento per le emissioni, coinvolgere i fornitori e sfruttare le piattaforme digitali per la raccolta dei dati sono azioni essenziali per strategie efficaci di riduzione del carbonio nel 2024.

3. 5 tendenze della catena di fornitura: Resilienza e gestione del rischio

La necessità di catene di approvvigionamento resilienti è sottolineata dalle interruzioni globali. Le aziende stanno dando priorità alla gestione del rischio, diversificando i fornitori e investendo nella pianificazione di emergenza per adattarsi rapidamente alle sfide impreviste. Un’azione consiste nell’utilizzare applicazioni S&OP (vendite e operazioni di pianificazione) abilitate all’intelligenza artificiale che colmano il divario tra pianificazione ed esecuzione, riducendo lo sforzo manuale e sfruttando analisi avanzate per un processo decisionale informato. La pianificazione low-touch migliora la prevedibilità, aumentando il ritorno sul capitale proprio (ROE) e i margini lordi.

4. 5 tendenze della catena di fornitura: E-commerce e ottimizzazione delle consegne dell’ultimo miglio

L’ascesa dell’e-commerce richiede una consegna ottimizzata dell’ultimo miglio. Le aziende stanno investendo in tecnologie logistiche avanzate per soddisfare le aspettative dei consumatori per consegne più rapide e affidabili, integrando algoritmi di ottimizzazione del percorso e veicoli di consegna autonomi.

5. Reti collaborative di filiera

I silos nei processi della supply chain stanno lasciando il posto a reti collaborative. Gli strumenti tecnologici, come le torri di controllo e i gemelli digitali, migliorano la visibilità nelle relazioni con i fornitori di livello secondario e migliorano la resilienza della catena di fornitura.

Inoltre, le piattaforme basate su cloud facilitano la condivisione delle informazioni in tempo reale, favorendo la trasparenza e la collaborazione nell’ecosistema della catena di fornitura.

In sintesi

Non c’è posto nel futuro per la filiera tradizionale. Le aziende di oggi devono innanzitutto soddisfare le crescenti esigenze dei propri clienti. Le grandi aziende hanno alzato il livello delle aspettative dei clienti. Di conseguenza, i consumatori richiedono consegne rapide e un’ampia varietà di prodotti. Se i clienti non riescono a vedere quando arriverà il loro ordine, potrebbero rivolgersi rapidamente altrove. Evitare consegne lente e articoli esauriti è necessario per stare al passo con le aspettative dei clienti.

Il panorama della supply chain sta subendo un profondo cambiamento, guidato dalla tecnologia, dagli imperativi di sostenibilità, dai requisiti di resilienza, dalle tendenze dell’e-commerce e dalle reti di collaborazione. Le aziende che abbracciano in modo proattivo queste tendenze si posizioneranno per il successo in un ambiente che richiede agilità, innovazione e un approccio strategico alla gestione della catena di fornitura.

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Catena del freddo e HACCP


Catena del freddo e HACCP

Ciao ti invito a seguire il mio nuovo articolo su

Gazzetta Logistica.

Oggi parliamo di Catena del freddo e HACCP

Vai all’articolo!

catena del freddo e haccp

Hai mai sentito l’espressione “catena del freddo”?

Questa indica il mantenimento della temperatura costante nel tempo per i prodotti freschi e surgelati e termosensibili durante tutto il loro ciclo di vita. Cosa è il ciclo di vita?

Si parte dalla produzione o dall’acquisto per arrivare al punto vendita, passando per tutte le operazioni di stoccaggio e trasporto che comprendono travasi, trasbordi.

Il mantenimento della temperatura è necessario affinché il prodotto non subisca shock termici che potrebbero alterare le proprietà organolettiche dell’alimento stesso.

E’ molto importante che la catena del freddo non si interrompa in una delle fasi della supply chain.

Tutti gli operatori coinvolti nella catena del freddo sono tenuti ad applicare la normativa HACCP (dall’inglese Hazard Analysis and Critical Control Points). Si tratta appunto dell’insieme di procedure utili a garantire che gli alimenti restino salubri durante il loro intero ciclo di vita.

D’altronde chi vorrebbe un gelato sciolto o un insalata appassita ?!!

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Logimat Stoccarda 2023

Presentazione ufficiale al Logimat di Stoccarda del mio ultimo libro.

‘Storia mondiale del Pallet e del Carrello elevatore’

acquistalo su Amazon

Un ringraziamento particolare alla Montini per avermi ospitato nel loro Stand e al suo amministratore Francesco Garotti.

Lo splendido MR7 Revolution della Montini dal design super italiano che tutti hanno invidiato.

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Tulips è il primo supermercato on line puro in Italia

E’ a Cesena Tulips che propone gli stessi prodotti di un supermercato tradizionale, focalizzato principalmente sui freschi e super freschi. Presta inoltre particolare attenzione al cibo locale e di qualità

di Davide Lega (*)

Il tulipano è il nome di un genere delle Liliacee comprendente specie bulbose che possono raggiungere i 50 centrimetri di altezza. Questo fiore rappresenta il vero amore, e per questo motivo è perfetto da regalare al proprio partner o per fare una dichiarazione d’amore.

Ora non so se il fondatore di TulipsEnrico Martini, intendesse questo sentimento d’amore verso i propri clienti quando ha fondato l’azienda Tulips, ma questo è quello che ho percepito io come cliente, quando ho sperimentato il servizio, cioè un approccio molto orientato al cliente e alla sua completa soddisfazione.

Perché lo posso dire? Sappiate che a me piace toccare le cose di persona e quando Enrico Martini ha concordato l’appuntamento per l’intervista nella sua sede di Cesena, mi sono detto, ‘adesso faccio un ordine lo ritiro di persona e testo così Tulips’ su (https://www.tulipsmarket.com/).

Sì perché questo Tulips proclama: ‘Basta collegarsi al sito web www.tulipsmarket.com e ordinare i vari prodotti.

 Una volta ottenuto l’ordine il cliente può:

  • ricevere la spesa direttamente a casa in sole tre ore;
  • oppure passare a ritirarla presso i nostri magazzini.

Tutti i giorni! Dal lunedì al sabato – dalle ore 8 alle ore 21.’

 Così sono andato a verificare.

Cosa Tulips è. Andiamo con ordine

Tulips è una catena di supermercati online e nasce a Cesena nel 2016, ed è organizzata secondo la logica dei Dark Store o magazzini indipendenti e non accessibili al pubblico dove la merce di proprietà viene stoccata e i clienti che possono acquistare solo online attraverso la piattaforma web.

Enrico Martini ceo Tulips

Il fondatore è Enrico Martini classe ’91 e cesenate DOC, e l’idea nasce il 13 dicembre 2016 nella soffitta di casa sua insieme ad altri compagni. Laurea in management all’Università Luigi Bocconi, dopo diverse esperienze di studio e lavoro all’estero ritorna in Italia per fondare la startup nella sua città natale.

La mission di Tulips secondo Martini è chiara: semplificare la vita delle persone offrendo loro un servizio di spesa più completo e comodo rispetto al supermercato tradizionale.

Mission raggiunta. Tulips è la prima catena di supermercati online d’Italia

Racconta Enrico Martini: “La nostra logica di sviluppo è basata sui MAGAZZINI di prossimità ad alto contenuto tecnologico in cui stocchiamo i prodotti, pronti a essere acquistati online dai clienti. Attualmente i nostri magazzini sono presenti e attivi nelle province di Forlì-Cesena, Rimini, Ravenna e Bologna. Non solo abbiamo le stesse referenze di un supermercato tradizionale (7000 in costante aumento), ci distinguiamo anche per i nostri prodotti freschi e super freschi”.

L’idea è piaciuta subito al mondo imprenditoriale che ha riconosciuto diversi finanziamenti all’innovativa startup romagnola, che ora può contare su una base finanziaria tale da potere acquisire nuova tecnologia come i nuovi Modula, magazzini verticali super efficienti, che presto doteranno tutti i dark store di Tulips.

Non solo: Tulips per l’innovativa idea manageriale ha già avuto numerosi riconoscimenti: tra gli altri, Martini ha ricevuto il «Paul Harris Fellow» durante la premiazione online tenuta dal Rotary Club di Cesena.

Il premio è stato conferito in virtù di quella che è stata definita: ‘’un’intuizione geniale portata avanti con forte determinazione’’. Ed è la stessa determinazione che ogni giorno spinge Tulips ad operare con tenacia e positività, sfidando le regole del mercato.

Tulips come funziona?

Tulips è il primo supermercato online puro d’Italia che propone gli stessi prodotti di un supermercato tradizionale, focalizzato principalmente sui freschi e super freschi. Presta inoltre particolare attenzione al cibo locale e di qualità. La consegna è gratuita per ordini superiori a 59 euro e avviene in sole tre ore dall’ordine per garantire la freschezza dei prodotti. Sarà vero? Bene, torno allora al mio test in occasione della intervista e racconto come è andata.

Al termine dell’intervista nella sede di Cesena, la mia spesa era lì che mi aspettava perfettamente preparata.

Non mi sono fatto mancare niente: ho voluto provare anche la gastronomia e devo dire che a pranzo ho gustato con grande soddisfazione le verdure gratinate (buonissime e convenientissime) che il reparto dedicato aveva preparato.

tulips gastronomia

Ho voluto testare anche il reparto dei freschi e devo dire che sono rimasto stupito per la cura e il confezionamento della spesa nelle apposite buste salvafreschezza brandizzate Tulips.

Non contento del primo test e ritiro nella sede, ho voluto testare anche la consegna a domicilio.

Bene: la sera stessa ho riordinato per la consegna del giorno dopo, in finestra mattutina 8-9.

Per testare al meglio il servizio ho chiesto la consegna da Ravenna su Faenza e ho inviato l’ordine in tarda serata.

Ho fatto tutti gli “stress test” possibili, ma Tulips ha superato molto bene la prova, consegnando i prodotti perfettamente confezionati e di qualità (freschi, gastronomia, generi vari) esattamente nella finestra oraria concordata.

buste salvafreschezza Tulips

Non contento, ho simulato anche che un prodotto ricevuto non fosse conforme (e non me ne voglia Martini) per testare al meglio il servizio assistenza.

Devo dire che sono rimasto veramente impressionato quando, dopo pochi minuti, sono stato contattato dal servizio post vendita di Tulips che ha preso in carico subito e con mia soddisfazione la richiesta. Insomma più di così non potevo ottenere.

Sono molto contento che Tulips offra un servizio di qualità e ancora più compiaciuto che sia nato qui in Romagna.

Il mondo del Quick Commerce ha importanti competitor come Gorillas, Deliveroo, Delivery Hero, Macai, Glovo, Getir, ma sapete cosa mi piace di Tulips? Il fatto che voglia crescere in maniera solida e senza fretta offrendo un servizio e prodotti di qualità.

Per questo penso che investirò anche io in Tulips. Come?

Dopo il successo della prima campagna su CrowdFundMe (300.000 euro da 198 investitori nel 2020) Tulips si è aperto nuovamente all’Equity Crowdfunding. E si presenta con numeri in netta crescita, a partire dal fatturato di circa 5.000.000 di euro nel 2021 (+84% su base annua), con oltre 32.000 clienti serviti, quasi 2 milioni di prodotti spediti in un anno e scontrino medio da più di 75 euro. Questo è il mio suggerimento personale. Lascio il link utile:

https://www.crowdfundme.it/projects/tulips-2/

E buona spesa con Tulips !

Per altre informazioni, di seguito, i principali link dell’attività.

https://www.instagram.com/tulips_market/

https://www.facebook.com/TulipsOnlineMarket

https://t.me/tulipsmrkt

https://www.linkedin.com/company/tulips-spa/

davide lega e libro

Davide Lega 

(*) Consulente e formatore aziendale nel campo della Logistica e Lean Manufacturing 4.0. Lega è autore di libri e manuali tecnici e collabora con scuole, agenzie interinali, agenzie di intermediazione nella formazione.  Ha scritto una trilogia di volumi dedicati “Manuale del magazziniere”. Una collana per complessive 550 pagine tecnico-informative. Di recente, Davide Lega ha dato alle stampe una nuova pubblicazione tecnica sul “DDT, documento di trasporto”. Si tratta di una guida completa e aggiornata dedicata a questo argomento: 352 pagine, formato 16×23 cm. Tutti i volumi sono in vendita su Amazon, Ibs Feltrinelli e direttamente dal sito dell’autore davidelega.com   dove è possibile ricevere ulteriori informazioni sull’autore