Seiri, sgomberare: Individuare le cose inutili e liberarsene
L’approccio
Oggi parliamo di Seiri, sgomberare: Individuare le cose inutili e liberarsene
Di solito, quando dico che il mio lavoro consiste a volte nel dare lezioni di riordino, tutti spalancano gli occhi per la sorpresa: «Esiste un lavoro del genere?», oppure: «Il riordino è una cosa che si studia?». Indubbiamente, e tutto parte come sapete dla primo passo delle 5S Seiri, Sgomberare.

I segnali del disordine, delle cose non utili e i loro posti
Quando entro in un azienda ci sono segnali che noto facilmente e che indicano il grado di disordine. Questi segnali sono relativi allo scarso utilizzo di spazi ed attrezzature. In questi spazi e attrezzature si raccolgono oggetti di cui nessuno ha veramente bisogno. Credimi, osservarli è come avere già il quadro generale dello stato di salute dell’ordine e dell’organizzazione dellazienda: sono vere e proprie cartine di tornasole del tipo di gestione manageriale con cui dovrò avere a che fare.
E’ un lungo e penoso elenco di spazi e posti male utilizzati: iniziamo.
Ci sono molti posti in cui le cose che nessuno usa e di cui nessuno ha bisogno sembrano accumularsi.
Scaffali e armadietti
In qualche modo, sul retro degli scaffali e degli armadietti sembra accumularsi roba che nessuno usa mai, quella in eccesso e quella rotta.
Troverai anche molte cose di cui non hai bisogno sugli scaffali più in alto o più in basso
A volte potresti anche trovare scatole contenenti effetti personali.
Cassetti
Non sto parlando dei cassetti in generale, ma del retro o del fondo dei cassetti, che sembrano raccogliere tutti quei piccoli attrezzi o componenti che oramai nessuno usa più. Parti dimenticate, oggetti rotti, oggetti in sovrappiù. All’atto dell’esame scatta invaribilmente da parte del magazziniere la stessa identica frase che riecheggia nelle mie orecchia da ormai più di venti anni: “Eccoli dove erano! Quanto li ho cercati!”.
Negli uffici accadde la stessa cosa e le cassettiere si riempiono degli oggetti personali più disparati.
Ripiani
Dedicheremo un capitolo a parte sul riordino dei ripani quando parleremo dei contenitori e del concetto di selettività, ma sicuramente le parti alte e le parti a terra dei ripiani sono dei luoghi in cui è facile notare oggetti che stazionano imperterriti da anni e a cui nessuno ormai fa più caso: ovvio che non ti servono.
A volte questi cassetti e ripiani li definisco, ‘Cassetti o ripiani di spazzatura’.
Inutile dire che faresti meglio a buttare via tutto.
I prigioneri
Con questo termine indico tutto quello che è tenuto sotto chiave, sia in contenitori, cassetti, armadi, e stanze. Più prigionieri ha l’azienda e più regna il disordine e le confusione.
Perché si fanno i prigionieri? I motivi sono molteplici: il collega non si fida di nessuno e tiene sottochiave i suoi attrezzi, il titolare non si fida dei dipendenti e teme i furti, il titolare, non si fida della gestione dei compnenti e chiude le cassettiere con le attrezzature costose. Più di una volta mi è successo di trovare lucchetti anche ai magazzini di componenti: alla mia domanda al titolare su come potevano gestire il flusso in velocità in caso di riformimento alle linee la risposta è stata: “siamo veloci lo stesso!”. Il titolare fa finta di nulla perché l’unica maniera nella sua azienda di non creare confusione è tenere tutto sotto chiave. In un caso specifico ho riscontrato che era vero, il magazzino era rimasto in ordine, come cristalizzato, tutto come era stato posto all’origine. Solo un piccolo particolare: all’esterno di quel magazzino se ne era creato un altro per la gestione quotidiana, completamente disordinato!
Zone di passaggio
Appoggiare pallet nei corridoi di passaggio non si dovrebbe fare, ma è proprio lì che c’è spazio e per pigrizia e scarso ordine diventa il posto pù conveniente. In verità sappiamo che i corridoi a maggior transito debbono essere lasciati completamente liberi anche per questioni di sicurezza. Allora i corridoi laterali e i corridoi vicini al muro diventano il posto perfetto per appoggiare di tutto e dimenticarsi di quegli oggetti.
Accanto ai corridoi, tra i corridoi e i muri, e soprattutto nei corridoi poco utilizzati, è lì che ci sono anche posti comodi dove le persone possono riporre le cose e dimenticarle. Facile no?
Angoli
Come la polvere, le cose di cui non hai bisogno sembrano accumularsi negli angoli.
Le mie foto preferite sono quelle degli angoli. Negli angoli trovi di solito gli oggetti che per fretta e cattiva volontà appoggi.
Ogni angolo è buono: sembrano calamite per gli oggetti da buttare.
A volte l’angolo è ottimo per gli oggetti in verticale. Sai benissimo che non devi mai andare oltre i due metri in alterzza per evitare problemi di sicurezza. Uno degli angoli in cui si accumula materiale è quello legato all’esistenza di un pilastro in cemento armato. Di solito li, in quei pochi centimetri quadrati, si accumula materiale in verticale ed è proprio li che intervengo con la segnaletica orizzontale di colore bianco-rosso, dopo avere fatto rimuovere tutto (ovviamente).
Sottoscala
La contestazione che mi fanno sempre quando faccio notare che c’è materiale vetusto nel sottoscala, è che “lì non dà fastidio a nessuno!”. Vero, però a me lo dà e anche molto!
In verità dà fastidio al concetto di ‘Utile’. Rimuovilo e più che probabilmente, buttalo.
La verità è che i sotto scala sono posti nascosti e bui e difficili da pulire.
Così l’unica maniera per tenerli puliti è sgomberare e apporre appunto segnaletica orizzontale di colore bianco-rosso, che indica che li non dovrai più mettere nulla.
Caso diverso è se il sottoscala è sufficientemente alto da potere riporre, ad esempio, un attrezzatura come una lava pavimenti. In questo caso apporrai la dovuta segnaletica orizzontale di colore bianco e ovviamente dovrai tenere in ordine.
Pavimenti, fosse e tramezzi
Le cose cadono o vengono appoggiate sul pavimento per vari motivi, e poi rimangono lì. Ci sono materiali, lavori in corso, parti difettose, infissi e quasi tutto il resto lì sotto.

Perfino gli utensili vengono lasciati cadere e non vengono mai più raccolti.
Il pavimento è il primo livello di pulizia nel passo dello sgomberare, mentre è l’ultimo nel passo del pulire.
Componenti e parti in lavorazione.
E’ normale quando mi avvicino a un macchinario scoprire che questo è pieno a volte di piccoli componenti lavorati o meno, caduti per terra, sotto il macchinario o addirittura dentro di esso. Posso parlare di componenti buoni o di scarto, è lo stesso, ed è fantastico notare la capacità che hanno questi piccole parti di infilarsi dappertutto. Sotto i carelli, o sotto attrezzature parcheggiate da tempo indefinito. Tutte queste parti rimaranno lì fino alla prossima pulizia superficiale dell’operatore che di solito, cinque minuti prima del fine turno, prende scopetta e paletta per dare una ripassatina generale e superficiale, evitando accuratamente, tutte le piccole parti che alla vista della scopetta corrono a nascondersi negli ancoli più bui e scuri.
Parti vecchie e a volte rotte, componenti che non si usano più, ma che resistono imperterrite ad ogni attacco della routine superficiale di pulizia.
Contenitori di parti
A proposito dei pezzi in lavorazione, io mi chiedo perché questi generano o figliano contenitori sporchi disordinati e semnpre pieni di componenti che non si usano più. Le parti non ripulite, vecchie e non utilizzabili vengono lasciate nel tempo nei contenitori, perché solo le buone vengono prelevate. Anno dopo anno lo strato delle parti non utili si accumulano e sembra quasi che si pensi che si possano macerare da sole e creare perché no una squisita salsa al formaggio. No. Devi solo ripulire il contenitore gettando tutto via senza pensieri, e riutilizzarlo per altri parti se necessario. Se non necessario elimina fisicamente quel contentore, perché devi sempre seguire la legge che se dai una possibilita allo sporco di riformarsi in un contenitore libero, questo certamente lo farà !
Ecco quindi che dietro angoli di macchinari emergono diversi contenitori simili per lo stesso uso, alcuni vecchi ammazzati, altri usurati e altri nuovi di zecca, come una piccola tribù alla quarta generazione.
Piccole parti , Maschere, cartamodelli, attrezzi, punte utensili e strumenti di misura.
Molto spesso ti accorgerai di avere scorte di queste cose in quantità maggiori del necessario, o addirittura di avere quelle rotte ancora in giro perché nessuno ha pensato di buttarle via.
Perché non butti una maschera o un cartamodello utilizzato per un prodotto, o per un cliente dieci anni fa? Perché o non ti ricordi di averla o perché quando di rendi conto di averla ti si insinua il dubbio che potrebbe in un futuro remoto servire e per questo motivo non la butti via.
Quante attrezzature unte bisunte e consunte si ammassano nei nostri cassetti e tavoli. Quanti strumenti di misurazioni inefficienti, o inutilizzabili, con display rovinati abbiamo comprato e a volte mai utilizzato. Non ti serviranno.
Butta tutto e non pensarci : non ne sentirai la mancanza.
Parti di emergenza
Il più delle volte, lo spazio di stoccaggio per le parti di emergenza è diventato l’ultimo rifugio per parti rotte, surplus e cose di cui nessuno avrà mai bisogno. Quando le persone rovistano nei bidoni per trovare qualcosa, tirano fuori quelle buone e lasciano quelle cattive. E nel corso degli anni si sviluppano interi bidoni di parti cattive. Io le chiamo le Prigioni dei Reietti!
Monumenti , cioè i Macchinari, carrelli scaffali, banchi , appoggi e tutto quello che è ingombrante
Questa è una categoria che mi piace, che adoro.
Quando le 5S si fanno difficili da realizzare nello step del Seiso?
Quando incontriamo i monumenti.
Ti renderai conto che hai extra macchinari, carrelli, banchi, supporti, appoggi etc. Di conseguenza avrai extra tubazioni, condotte, cavi elettrici, impianti elettrici, interrutori, quadri da gestire, pulire manutenere etc.
Di conseguenza avrai accumulo di sporcizia, olio esausto su più strati mescolato a polvere di ferro, ragnatele solidificate e collanti di ogni tipo da scrostrare .
Questi monumenti sono tali: grandi imponenti, occupano spazio, nascondono lo sporco in maniera eccelsa perché molte volte sono appoggiati ai muri e il retro di questi è paragonabile a un pancake che gronda di olio arancio traslucido maleodorante doove ovviamente non risuciamo a pulire.
Inutile dirti che mi concentro nel primo livello di sgombero proprio sui monumenti, quella scaffalatura inutile e ferma da anni, ma rifugio di ogni tipo di oggetto da anni, quel macchinario non più recuperabile, perché fermo da anni e senza pezzi di ricambio recuperabili, quei banchi di assemblaggio con i ripiani di legno consumati da generazioni di tarli di ogni classe animale.
Spostare, Togliere, subito! Dovè è il muletto?
Pareti e bacheche
Ci sono avvisi che hanno perso da tempo ogni rilevanza che avrebbero potuto avere. Ci sono note e programmi che sono diventati gialli con il tempo. Ci sono pezzi di carta che non significano più nulla. Ci sono tutti i tipi di cose affisse su muri e bacheche. Questo è tanto sgradevole e dispendioso quanto la spazzatura che si accumula lungo il muro .
Questo sia nei reparti che negli uffici.
Al di fuori
Guarda vicino alla recinzione. Guarda intorno all’esterno degli edifici. Guarda i tubi di scarico. Guarda le gronde e lungo i sentieri. Quanta spazzatura c’è? E puoi star certo che niente di ciò che c’è qui fuori servirà domani.
Magazzini e capannoni esterni
Lontani dagli occhi e dal cuore, questi luoghi tendono a trasformarsi in veri e propri cumuli di spazzatura.
In tutto questo, siate particolarmente scrupolosi e rigorosi riguardo a qualsiasi luogo esterno che abbia un coperchio o una serratura. Esploratelo, e sgomberatelo: se era lontano dagli occhi, era anche lontano dal cuore, e quindi non abbiate paura nel rimuovere le cose!
Ebbene pensi che non ci sia molto da fare nel primo passo Seiri?
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